|
Un
ricordo del Prof. Franco Chiappe
F. Macagno
(Udine)
Commemorare un illustre collega ed amico, pioniere e
maestro della Neonatologia in questa sua tanto amata terra
di Sardegna, è per me un grande onore non supportato da
altrettanto credito a fronte della squisita benevolenza di
chi mi ha affidato questo compito. Avrei preferito fare un
passo indietro, come ho espresso
in
ripetute occasioni ai familiari, ed in particolare a
Stefano. Infatti, ritenevo più opportuno, e più adeguato
alla memoria che andiamo ad onorare, che oggi al mio posto
fosse qui a ricordarne i peculiari aspetti umani, le
elevate competenze professionali e le non comuni doti
intellettuali, un coetaneo di Franco, non certo in omaggio
ad una mera gerarchia cronologica, ma quale rappresentante
del pionierismo neonatologico italiano, al quale a pieno
titolo Franco ha appartenuto, e probabile testimone
di vicende accademiche ed assistenziali di un'epoca nella
quale il sottoscritto si affacciava appena alla soglia di
questa nuova disciplina, la Neonatologia degli anni
'60-'70.
Ancora recentemente ho espresso questo mio modo di
"sentire" l'odierno evento a Vassilios Fanos, Suo degno
successore nella Cattedra e nel quotidiano impegno a
favore dei neonati cagliaritani.
La constatazione che il momento dell'avvicendamento alla
direzione della Cattedra di Neonatologia dell'Università
di Cagliari abbia coinciso con la temporanea destinazione
della sede della Segreteria Nazionale della SIN proprio
nell'ambiente in cui Franco Chiappe ha profuso per tanti
anni ogni sua migliore energia intellettiva ed umana, deve
certamente essere ricondotta alla casualità, ma nel
contesto odierno e nel ricordo di chi nella medesima sede
ha onorato la Cattedra di Neonatologia di Cagliari per
oltre vent'anni assume un significato simbolico, a
suggello e formale sottolineatura del seme e dei frutti
del lavoro di Franco.
Non posso non immaginare il Suo sorriso di scherno, ma
certamente affettuoso, di fronte a questi miei pensieri,
ma anche un Suo discreto compiacimento nel constatare la
continuità e l'apprezzamento del coinvolgimento della sua
Cattedra ai massimi livelli nazionali della SIN, a partire
dal Suo iniziale contributo all'allora nascente Gruppo di
Lavoro della SIP e a seguire attraverso il triennio di
collaborazione dato da Stefano alla Presidenza Marini.
Credo che tutti coloro che hanno conosciuto Franco Chiappe
si rendano conto della difficoltà che incontra chi vi
parla in quest'aula così densa di ricordi, i tanti Suoi
ricordi, che ognuno di noi colleghi e di tutti voi Suoi
amici ed estimatori, evoca e che la circostanza elicita in
questo momento, ricordi che mi condizionano, imponendomi
il massimo impegno a non deflettere da una certa sobrietà
e dalla estrema sincerità nel parlare di Lui, evitando
quanto più mi è possibile, di cadere nell'enfasi,
nell'agiografico scollato dalla nuda e cruda, vera realtà:
cercherò di non alterare il sorriso di Lui che campeggia
in questa fotografia e mi piace immaginarLo mentre mi
ascolta in fondo all'aula, nel momento in cui sfugge al
Suo rinomato controllo un tenue sorriso di compiacenza, lo
spero, in deroga alla compostezza del Suo volto appena
velato dalla nuvoletta azzurra che nel ricordo di ogni Suo
amico caratterizza l'immagine del Suo volto.
Ed allora limiterò molto la sequenza delle più
significative tappe della sua carriera con lo scopo di
lasciarne quanto meno una traccia, traccia non riduttiva,
ma significativa a favore dei più giovani che non hanno
potuto seguirlo da vicino nel Suo percorso professionale
come clinico e come scienziato, e a favore dei più
anziani, ed in particolare dei Suoi collaboratori, quale
supporto di rivisitazione e riflessione su alcuni momenti
del Suo curriculum e per molti di loro su momenti di vita
intensa trascorsi al Suo fianco. Se è vero, come è vero,
che ogni uomo, al momento del commiato, porta via con sé
una parte della vita di chi l'ha accompagnato e seguito
nell'arco della sua esistenza, in particolare quando si
tratti di un Maestro, il ricordo che la sua figura evoca
nello scorrerne il curriculum professionale è
testimonianza di stima, di rispetto, e ancor più di
gratitudine.
Di quel
periodo i colleghi cagliaritani ricordano le sue sudate
notti di guardia caratterizzate dal mito
dell'infaticabilità, spesso citata da chi non viveva la
fatica sulla propria pelle, alle prese con le difficoltà
nel soddisfare i bisogni dei neonati cagliaritani sul
fronte assistenziale e con quelle legate alla ricerca ed
alle pubblicazioni. Sono gli anni che precedono la
formalizzazione in ambito accademico della Neonatologia,
anni che Franco condivise in buona parte con Aniello
Macciotta, anche nei turni di guardia notturna in Clinica
pediatrica, allorchè l'assistenza era estesa anche al
reparto dei bambini poliomielitici, e cioè in corsie con
oltre 200 pazienti: in quel tempo i due collaboravano
frequentemente anche sul piano della ricerca
clinico-sperimentale con un impegno che si protraeva
spesso nelle ore notturne, a domicilio, sino al momento
degli amorevoli
richiami delle rispettive consorti. Devo al Prof.
Macciotta anche una piccola conferma-smentita a quanto
testè riferito sul giudizio espresso da Suo padre, il
Professor Giuseppe, nella certificazione a favore di
Franco: se è vero, e credo che tutti noi che l'abbiamo
conosciuto possiamo confermarlo, che trascurava
qualsiasi altra occupazione collaterale a quella della
cura, della didattica e della ricerca a favore dei
bambini, è pur vero che l'amicizia tra Franco ed Aniello
Macciotta è disseminata di ricordi di pesca, in
particolare di quella ai piccoli polpi, utilizzando la
fiocina nelle acque di Calamosca.
Già a quei tempi la
signora Rosanna dava sicuramente prova di grandi
attitudini all'attesa, attesa del rientro a casa di Franco
dopo una lunga giornata di lavoro o di qualche ora di
pesca.
Le fonti a disposizione non mi hanno invece riferito i
frutti tangibili di questa passione sportiva. La sua
sobrietà e discrezione non mi consentono di riportare se
anche per questa attività Franco rientrasse nel novero dei
grandi pescatori; sono comunque certo che non fosse tra
quelli i cui pesci lievitano in peso e lunghezza con il
trascorrere del tempo tra uno sfortunato episodio
caratterizzato dall'abboccamento all'amo seguito dal
cedimento della lenza oppure con l'allontanarsi del
momento in cui la preda è ben visibile, in quanto
presentata a tavola !.
Certamente posso testimoniare la sua passione per la
natura, condivisa in occasione di tanti viaggi, e per la
tavola: Lui, beato, poteva permettersi ogni trasgressione
di natura culinaria per quantità, che forchetta! e per
soddisfazione del palato. Come tutti i golosi era spesso
in cerca del ristorante più caratteristico o della
pasticceria-bar che potesse ricordargli qualche precedente
piacevole esperienza. Così lo ricordano coloro che hanno
potuto frequentarlo più da vicino e con la consuetudine
riservata agli amici più intimi ed ai colleghi di più
lungo corso, ai quali non lesinava momenti di allegria e,
udite, di loquacità che esulano dall'immagine, sobria e
riservata, che ha caratterizzato i Suoi contatti più
occasionali e formali.
A partire dal 1° novembre 1980 Franco Chiappe è nominato
Professore Straordinario di Patologia Neonatale e chiamato
in Facoltà a ricoprirne il ruolo: diventa così Direttore
del Reparto Prematuri e Terapia Intensiva Neonatale, con
funzioni primariali a far seguito dalla formalizzazione
della trasformazione dell'Istituto di Puericultura di
Cagliari in Istituto di Puericultura e Patologia
Neonatale, articolato in due distinte sezioni.
Il 1° gennaio 1984 è Professore Ordinario con incarico di
insegnamento di Pediatria e Puericultura nel corso di
Diploma Universitario in Scienze Infermieristiche ed il 1°
gennaio 1989 è trasferito al Corso di Laurea in Medicina e
Chirurgia quale docente di Neonatologia, essendo nel
contempo diventato Direttore dell'Istituto.
Sin dai primi anni '80 si è distinto per alcune
innovazioni introdotte nella didattica rivolta agli
studenti nei vari corsi di laurea e di specializzazione, e
nella docenza presso le scuole abilitate al rilascio di
diplomi del comparto sanitario, potenziando nel contempo i
programmi di aggiornamento professionale continuo dedicati
ai più stretti collaboratori, per mezzo di sistematiche
riunioni di reparto ed attivazione di gruppi di lavoro, di
seminari e di iniziative di audit in cui profuse ogni
miglior risorsa del Suo sapere, sempre in linea con le
conoscenze più aggiornate, e della sua esperienza di
clinico attento e di ricercatore acuto.
Devo ancora al Prof. Aniello Macciotta la testimonianza
del fondamentale impulso dato da Franco Chiappe, capofila
di un gruppo di collaboratori con già consolidato
indirizzo professionale neonatologico, tra i quali il
fratello Stefano, alla realizzazione della connotazione
funzionale clinico-assistenziale di impronta neonatologica
acquisita dall'Istituto di Puericultura cagliaritano in
risposta ai reali bisogni evidenziati nella popolazione
locale. Questa felice intuizione, che ebbe poi seguito in
altre sedi, segnò un nuovo, innovativo accostamento tra la
branca della Puericultura, cioè della Pediatria dedicata
alla fisiologia dell'età evolutiva ed alla prevenzione -
che poco dopo assumeva la denominazione di Pediatria
Preventiva e Sociale - e quella più specificamente
dedicata ai neonati, con tutte le implicazioni di
prevenzione e cura a partire dal periodo prenatale. Si
venne così a creare un'équipe dedicata, costituita in gran
parte da colleghi-amici che dimostrarono coesione ed
affiatamento proprio grazie alla stima reciproca ed alla
comune esperienza maturata a fianco di Franco.
Segue >> |